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Si
può visitare la Campania non soltanto in funzione di itinerari naturalistici,
artistici, monumentali o della Fede, ma tracciando sentieri enogastronomici
che si sovrappongono o scorrono in parallelo con la natura, l'archeologia,
l'arte, la cultura. La buona tavola e la sana e genuina cucina, in fondo,
possono rappresentare un intermezzo di forte richiamo. I sapidi piatti
delle zone montane e quelli fragranti di mare della costa, entrambi saldamente
ancorati ai principi dell'igienica a salutare Alimentazione Mediterranea,
giocano un ruolo non secondario nelle scelte di soggiorno. Gli itinerari
del vino (con l'antico Falerno, il Taurasi, il Cilento, il Capri, l'Aglianico,
la Falanghina, l'Asprinio; i grandi "rossi", i nobili "rosati"e i profumati
"bianchi") consentono di svariare dal Casertano all'Avellinese, dal Napoletano
al Salernitano, dalla costa al Beneventano, nelle isole. I primi piatti,
con la pasta secca o fresca fatta a mano, sono per il visitatore un terreno
tutto da scoprire. La pietanze, dove l'estro trova i suoi momenti più
esaltanti fino a comporre quadri ispirati a una vivida tavolozza, rappresentano
un viaggio avventuroso alla scoperta di sapori sconosciuti. Se è vero
che a "dire come si mangia equivale a palesare come si concepisce la vita",
visitare la Campania equivale a conoscerne gli aspetti più reconditi e
segreti attraverso la sua cucina, i suoi menù fantasiosi, i suoi vini,
i suoi liquori, la fragranza stupefacente dei mille aromi e dei mille
aromi e dei mille sapori.
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